• Alessandra Celentano

Separarsi quando ci sono i/le figli/e senza smettere di essere coppia genitoriale, come si fa?

“Nella modernità liquida in cui viviamo i legami affettivi sono fragili, mutevoli, sempre in discussione e l’insicurezza che ne deriva suscita il desiderio contraddittorio di stringerli e di allentarli. I nostri contemporanei, disperati perché abbandonati a se stessi, sono ansiosi di instaurare relazioni che offrano la sicurezza dell’aggregazione ma, nel contempo, temono di restare impigliati a lungo o per sempre in quella rete e di perdere la libertà di… sì, avete indovinato, instaurare relazioni. I nostri rapporti oscillano costantemente tra un dolce sogno e un orribile incubo, e nessuno può mai sapere quando l’uno si trasforma nell’altro.”

(Bauman, Amore liquido: Sulla fragilità dei legami affettivi. Editori laterza)


NB Il presente articolo non vuole essere riduttivo rispetto alla varietà di situazioni che si possono presentare in una fase tanto complessa e all'interno delle diversità di ogni famiglia e delle fasce d'eta dei bambini/e. A questo riguardo si consigliano alcune letture più specifiche e il contatto, là dove sia necessario, di percorsi di psicoterapia e/o di mediazione famigliare per gestire il conflitto e/o per essere supportati nella grande riorganizzazione che un passaggio del genere implica.


Attualmente in Italia un matrimonio su tre finisce con la separazione dei coniugi. Dunque avere oggi i genitori separati non è più un marchio sociale o motivo di stigmatizzazione. Avere i genitori separati è una possibilità che rientra nel ciclo di vita.

In questo senso i/le bambini/e che oggi vivono una situazione di questo genere non si sentono soli/e in questa esperienza ma conoscono compagni/e che hanno la loro stessa realtà e difficoltà, per quanto nessun figlio/a è felice della separazione dei genitori, a meno che non viva abusi, maltrattamenti oppure viva episodi di violenza tra i genitori.


Le ricerche longitudinali condotte, dimostrano che i figli di genitori separati possono rielaborare in modo soddisfacente la separazione e diventare adulti meravigliosi, creativi e di successo; talvolta proprio perché sono riusciti ad affrontare in maniera competente un’esperienza difficile. (Koch C., Strecker C., Mamma e papà si separano, Erickson, 2014)

La separazione per tutti/e, grandi e piccoli/e, è un momento assai critico e faticoso, spesso è un percorso lungo e viene vissuto da tutti i membri della famiglia come un evento traumatico. Per tanti/e la separazione significa il fallimento del proprio progetto di vita e le sensazioni associate sono spesso la sensazione di instabilità, rabbia, inadeguatezza ed abbandono. Inoltre, separarsi vuol dire riorganizzarsi su diversi piani e affrontare tante difficoltà: emotiva, legale, economica, genitoriale, sociale, psicologica.


Ma come affrontare la separazione quando si hanno figli/e? E come comunicare ai/alle propri/e figli/e questa decisione?

Per riflettere insieme su come affrontare la separazione con i propri/e figli/e è imporatante calarsi nei panni dei/le più piccoli/e. Per loro è difficile accettare che la coppia si separi perchè vivono i genitori in funzione loro e quindi come coppia genitoriale e quando questo non accade nascono molti timori, paure, insicurezze. Tuttavia a volte può essere la migliore soluzione per vivere più serenamente, soprattutto in quelle famiglie in cui i litigi sono all’ordine del giorno e dove anche i figli/e vengono, più o meno consapevolmente, coinvolti nel conflitto. La fine del matrimonio/convivenza può, quindi, portare nel tempo un miglioramento nella qualità della vita di tutti/e.


Quando si comunica ai figli/e la decisione della separazione, anche in base all'età, è possibile avere reazioni molto diverse. Sul momento alcuni/e piangono disperati e hanno grandi reazioni di rabbia e frustrazione ma si potrebbe verificare anche che il bambino/a non sembra essere stato proprio toccato dalla notizia e continua a giocare e a fare ciò che faceva senza mostrare il minimo interesse e curiosità riguardo a quanto detto dal genitore. Nel parlare con loro è fondamentale usare le parole giuste e rimarcare che la scelta non riguarda loro e che non è colpa loro.


Alcuni/e, in seguito, possono sviluppare comportamenti regressivi, come per esempio fare di nuovo pipì a letto, incubi ricorrenti, paura a stare da soli, ma anche aggressività, irrequietezza, chiusura in se stessi; gli adolescenti invece manifestano spesso rabbia, aggressività, fino a comportamenti devianti, come abuso di alcol, consumo di droghe, vandalismo, piccoli furti.


Di seguito alcuni “consigli” su come gestire al meglio il periodo precedente e seguente la separazione:


  • spiegare che mamma e papà non si separano per causa loro e che, qualunque cosa accada, continueranno ad amarli e che per loro ci saranno sempre; i bambini/e hanno spesso la credenza che ciò che avviene sia causa loro, perchè non sono abbastanza buoni/e o perchè non sono stati/e ubbidienti, hanno quindi la tendenza a colpevolizzarsi con le conseguenze di questo sull'autostima del bambino/a che diventa poi adulto/a

  • per consentire ai propri figli/e di superare il trauma della separazione è necessario dedicare loro del tempo

  • spiegare quanto ci si è amati e voluti bene, e quanto si è felici di aver condiviso parte della propria vita insieme, vita che gli ha donato il loro figli/e, facendoli sentire la parte bella e preziosa della storia

  • essere sinceri fin da subito e spiegare, con le parole giuste, cosa sta accadendo; capita spesso che i genitori attanagliati dal senso di colpa e d'impotenza tendano a rimandare nel tempo la comunicazione della scelta presa, per timore della loro reazione o di creare dispiacere. E’ importante comunicare la decisione quanto prima e senza fingere ma dicendo il più possibile la verità. Anche i bambini piccoli, infatti, sono molto sensibili e capiscono che c’è qualcosa che non va tra mamma e papà

  • essere chiari sul fatto che la decisione è definitiva, per evitare illusioni circa una possibile riconciliazione; é importante essere sinceri e non mentire

  • informare su ciò che accadrà da lì in poi e preparare adeguatamente i/le bambini/e agli eventi che seguiranno; lasciare il bambino/a in balia degli eventi, facendogli sperimentare una totale perdita di controllo, può rappresentare un rischio per la crescita e per un sano sviluppo psicologico e affettivo

  • la comunicazione ai/le figli/e deve essere data dai genitori e non da terze persone; è fondamentale che i genitori pensino ad uno spazio comune nel quale spiegare insieme ai/la figli/e cosa accadrà. La decisione va data dai genitori, insieme, è importante che entrambi si assumano questa responsabilità dinnanzi ai/le figli/e. Ricordiamoci che si può smettere di essere marito o moglie, non si potrà mai smettere di essere genitori. Per questo è importante staccare la parte relativa ai problemi legati alla relazione, dalla genitorialità, cercando di collaborare per il benessere e la serenità dei figli/e

  • soprattutto nei periodi immediatamente prima e subito dopo la separazione è molto importante trasmettere ai bambini la sensazione di essere completamente al sicuro; di frequente i bambini/e sperimentano l'angoscia e la frustrazione di non poter controllare e sapere cosa accade e tutto intorno a loro cambia, gli assetti e gli equilibri. Dare loro sicurezza affettiva è fondamentale, trasmettere amore e sicurezza, “il nostro legame e amore non cambierà”

  • non colpevolizzare o insultare l’altro genitore; i figli/e non andrebbero mai messi/e di mezzo alle discussioni è importante proteggerli/e dalla rabbia diretta all'ex partner

  • I/le bambini/e hanno diritto ad essere tristi perché mamma e papà non sono più insieme. E’ fondamentale lasciare loro uno spazio dove esternare le loro emozioni liberamente, senza sentirsi giudicati né in colpa per essere tristi o arrabbiati

  • evitare comportamenti che possano creare confusione come per esempio le “separazioni in casa”, in cui mamma e papà non stanno più insieme, ma vivono ancora sotto lo stesso tetto;

  • dare e costruire routine stabili, orarie tempi, che possano dare sicurezze e conferme e fungere come appigli per i più piccoli/e;

  • stabilire regole chiare e condivise dai genitori, evitare di farsi la guerra o fare la gara al “genitore buono” e condividere le decisioni che riguardano i figli/e e lo stile educativo;

  • essere disponibili al dialogo e al confronto con i figli/e e parlare ai figli anche di quello che si prova, emozioni, vissuti e preoccupazioni, senza però caricarli troppo e senza “usarli” come confidenti, semplicemente non fingere ma essere autentici nella relazione con loro.

BIBLIOGRAFIA

Cecatiello A., Clerici C., I miei genitori si dividono. E io?, Red Edizioni, 2016

Foti M., Targher C., Comunicare la separazione ai figli. Giraldi Editori, 2015

Garavaglia M. A., Non è colpa tua!, San Paolo Edizioni, 2004

Koch C., Strecker C., Mamma e papà si separano, Erickson, 2014

Mareso M., Sotto il temporale. Fiabe ombrello per famiglie in trasformazione, i Bulbi, 2011

Masini B., Zani M., Io non mi separo, Feltrinelli, 2011

Oliviero Ferraris A., Dai figli non si divorzia, Edizioni BUR Pareting, 2015

Pellai A., Vi lasciate o mi lasciate?, Erickson, 2009

Veggetti Finzi S., Il romanzo della famiglia, Mondadori, 2017

Veggetti Finzi S., Quando i genitori si dividono, Mondadori, 2005

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