• Alessandra Celentano

Separarsi e poi...Come gestire sensi di colpa, incertezza e rabbia prima e dopo la separazione.

Aggiornato il: 11 giu 2019

Come abbiamo già descritto in un articolo precedente, una coppia su tre prende la decisione di separarsi e spesso questo avviene in presenza dei figli/e. Fino a qualche tempo fà il pensiero comune era che per salvaguardare il benessere dei figli/e era più utile che i genitori restassero insieme. Oggi ricerche longitudinali affermano quanto una "buona separazione" ben gestita dagli adulti possa essere vissuta serenamente dai figli/e, al contrario sono molteplici i danni sui figli/e di genitori in perenne e aperto conflitto.


Per i genitori, è fondamentale non perdere la fiducia in voi stessi, anche un genitore solo può essere un bravo genitore, se più sereno di prima potrà vivere meglio la sua vita e le sue relazioni. Non lasciatevi andare ma non sopprimete neppure il dolore, è normale essere addolorati, ci vorrà del tempo per rielaborare il lutto della perdita del/vostro/a ex partner. Consultate le persone di cui avete bisogno per superare eventuali problemi emotivi e/o legali legati al divorzio (mediazione familiare, psicoterapia e avvocati/e matrimonialisti). In questo percorso è importante accettare l'idea del cambiamento, il cambiamento non va vissuto come una minaccia, ma come un'opportunità di crescita.

Spesso chi decide di separarsi si sente la parte più forte, di fatto ha il potere in quel momento ed è avvantaggiato sull'altro/a per tante ragioni, ha scelto il momento più favorevole, prova un senso di trionfo perché esercita un potere e può più o meno consapevolmente vendicarsi di tutti i torti subiti del vivere comune. Tuttavia spesso il momento della decisione si dilunga oscillando tra un andare e rimanere che si dilata nel tempo alimentando in chi spera nella riappacificazione momenti di illusioni e delusioni particolarmente penosi e dolorosi.

Diversa è la situazione per chi viene lasciato, dovrà gestire nel tempo l'angoscia dell'abbandono e sentire il dolore dell'assenza.

Vittime primarie di questo periodo sono senza dubbio i bambini/e piccoli/e convinti/e di poter realizzare, con l'onnipotenza del pensiero magico, il desiderio di risoluzione del conflitto genitoriale e la frustrazione così difficile da tollerare.

Dunque il senso di colpa per la fine della relazione non aiuta a gestire la situazione ma solo ad invischiarsi in dinamiche che non consentono di fatto lo svincolo.

È importante percepire la responsabilità e al posto del senso di colpa la gratitudine per quanto l'altro/a ha fatto: “Grazie per essere stato così importante nella mia vita”.

A quel punto le dinamiche distruttive possono essere sostituite con quelle riparative e finalmente arginare i sentimenti d'odio e lasciare spazio alla gratitudine. In questo modo si ha la possibilità di rimandare al partner, qualora esistano dei figli/e, un mandato d'amore, non più connesso all'altro/a come coniuge ma bensì all'altro/a come genitore. (Silvia Veggetti Finzi, 2005)

La parola d'ordine in tutti i casi, come coppia genitoriale oltre che ex coniugi, è rispetto per l'altro/a e per quanto si è vissuto insieme.


BIBLIOGRAFIA

Donata Francescato, Figli sereni di amori smarriti. Ragazzi e adulti dopo la separazione, Mondadori 2016 Oliviero Ferraris A., Dai figli non si divorzia, Edizioni BUR Pareting, 2015 Veggetti Finzi S., Quando i genitori si dividono, Mondadori, 2005  

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